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Riflessioni e risposte su questo viaggio

Perché nasce questo blog?

Prima di spiegare perché nasce questo blog, dovrei spiegare che ci sono arrivata dopo un lungo percorso di crescita personale che sto facendo da più di un anno, durante il quale ho incontrato persone che mi hanno aiutato a prendere consapevolezza di me stessa, che mi hanno a loro volta fato conoscere altre persone che ognuna, chi per un motivo chi per un altro, mi stanno accompagnando in questo viaggio.

Qual è il mio perché?

Aiutare chi come me ha quel “PESO” in più… Potrebbe sembrare un paradosso ma non lo è…

Mi sono persa, ma credo che bisogna ”Perdersi per ritrovarsi”… un viaggio infinito. È il mio viaggio durante il quale son  caduta tante di quelle volte, ho toccato quasi sempre il fondo, ma non mi bastava mai, mi sono dovuta fare davvero molto male prima di capire che c era qualcosa che non andava in me.

Un viaggio infinito 

Infinito perché sono ogni giorno più convinta che quando si inizia a capire che il primo amore deve essere per se stessi, il dolore diventa un mezzo per conoscersi, e non si smette mai di conoscersi. Un percorso di vita durato quarant’anni, descritto attraverso le pagine di un diario… all’inizio in una stanza di un CDA (Centro Disturbi Alimentari) nel 2002, diventato poi un libro “SAZIARE LA BULIMIA”  che continua qui, in questo blog.

Un percorso nel quale il “PARASSITA” (così definisco la malattia), ha avuto il controllo totale della mia testa, della mia anima, della mia vita; e la condiziona al punto tale da voler desiderare di essere un’altra, al punto di voler sparire, ma desiderando di essere “normale”.

Il libro è stato la svolta, mi ha dato nuova linfa, nel momento in cui è stato pubblicato tantissime persone mi hanno scritto in privato, chiedendomi consigli su come guarire. Che parolona! Che responsabilità! Non ho potuto assumermi questa responsabilità, non sono una psicoterapeuta e neanche una psicologa o nutrizionista; però sono “MIA”. Allora ho iniziato a pensare ad un modo per aiutare voi e chi ancora non ha il coraggio di esporsi, di aprirsi, per chi ancora non ha la consapevolezza, e ho iniziato un progetto di sensibilizzazione nei riguardi dei DCA.

Voglio andare nelle scuole, nei centri, negli ospedali, in chiesa, ovunque sia possibile portare la mia esperienza, supportata dai giusti esperti. Sto costituendo un manuale tascabile di facile comprensione, per genitori-figli, perchè i genitori sono sempre gli ultimi a sapere, a voler vedere.

Chi sale a bordo con me? A presto

IMMITA

 

“Non è la fortuna che mi è mancata..sarei grato per qualsiasi grande sfortuna mi avesse colpito, purché fosse stata vita”

Oswald Spengler

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