Testimonianza di Marica Di Nardo – racconti di vita

Testimonianza di Marica Di Nardo – Tales of Life

Seconda testimonianza che Imma Venturo raccoglie nel gruppo “Saziare la Bulimia“: questa volta a raccontarci la sua esperienza è Marica Di Nardo. Ciao Marica e grazie per aver deciso di condividere la tua storia con noi.

1. Chi sei? Presentati ai lettori.

Salve a tutti, sono Marica Di Nardo, sono una ragazza di quasi 18 anni e se avessi dovuto rispondere a questa domanda circa un anno fa, direi che non avrei trovato una risposta.

2. A che età hai iniziato ad avere i primi disturbi alimentari?

I primi disturbi alimentari si sono manifestati quando avevo 17 anni, quando il peso del mio corpo era diventato l’unico pensiero presente nella mia mente.

 

3. Che sensazione ti dà il cibo?

Il cibo non lo vedevo più come una fonte di energia necessaria alla vita, per me si era mutato in un grande nemico, da cui stare attenti, da cui preservarsi e quindi provavo una sensazione di odio, disprezzo, schifo nei suoi confronti. Ma allo stesso tempo, colui che consideravo il mio più grande nemico, diventava paradossalmente un mio grande amico, mi riempiva, mi consolava, mi immergeva mente e corpo in esso e riusciva per un breve istante a cancellare quella maledetta sensazione di solitudine e disprezzo che nutrivo nei confronti di me stessa e del mondo circostante, ma non capivo che in realtà quello era solo un’illusione di un momentaneo e piccolissimo istante di benessere.

4. L’ascesa verso il disturbo è stata rapida?

No, molto progressiva. Lei (la bulimia), si è presentata lentamente, anzi, sono stata io ad averla accolta, ad avergli aperto le porte. Non mi accontentavo mai, volevo a tutti i costi raggiungere la perfezione, volevo sentirmi speciale, unica, bella…

5. Ci sono dei cibi particolari che catturano la tua attenzione?

Prima avrei detto sicuramente dolci e carboidrati, dentro di me era ciò che più bramavo, e quando l’abbuffata si presentava erano proprio loro i due alimenti protagonisti.

6. In quale momento del giorno si scatenano gli attacchi?

Si scatenavano soprattutto il pomeriggio o la sera.

7. Come ti è scattato questo meccanismo?

Mi è scattato poiché avevo stravolto il mio equilibrio, privavo il mio corpo di alimenti essenziali, provavo paura persino a mangiare una caramella, l’ho torturato, costringendolo al digiuno per molto tempo e poi giustamente lui si è ripreso tutto. É questo il meccanismo, è una piccola parte di quello che è il mostro sella bulimia.

8. Che tipo di rapporto hai con la tua famiglia?

Attualmente sto bene con loro, prima sentivo un vuoto, una mancanza, volevo sentirmi amata, non volevo mai essere lasciata sola, volevo fossi unica per loro.

9. La bulimia si lega spesso all’anoressia, che esperienza hai a riguardo?

L’esperienza riguardo questo fatto che ho avuto modo di sperimentare è che la mia bulimia mi ha fatto vacillare sempre da un estremo all’altro, uno di questo era il totale digiuno, che mi portava a non mangiare nulla, questa caratteristica è ben nota nelle persone che soffrono di anoressia, sono due malattie contorte, entrambe ti conducono a voler raggiungere un’ utopica immagine di perfezione, entrambe sono spinte dall’odio nei confronti di sé stesse, quindi sono molto legate tra di loro.

10. Abbiamo parlato del modo in cui le persone che soffrono di anoressia piuttosto che di bing-eating si guardano a vicenda, cosa puoi dirmi a riguardo?

Penso che chi soffre di anoressia, guarda con ansia, paura e anche disgusto chi soffre di binge-eating, al contrario, chi soffre di questo disturbo incontrollato dell’alimentazione, guarda con desiderio e invidia la persona anoressica.

11. In che modo hai cercato di guarire? Se sì che tipo di cure hai ricevuto e come stai affrontando la vita ora?

Ho cercato di guarire facendomi aiutare, prima di tutto dalla mia famiglia e poi anche dal prezioso anzi direi decisivo aiuto da parte di Imma Venturo, il cui percorso, affrontato insieme a lei, l’ho trovato notevolmente più efficace di tutte le sedute effettuate con la mia psicologa, Imma infatti non solo è stato un punto di riferimento importante per me ma anche una mia cara amica, sempre pronta ad aiutarmi quando ne avevo bisogno e ad illuminarmi nella direzione giusta, la direzione che poi mi avrebbe condotto alla guarigione; ora la vita la so affrontando con più sicurezza, con più consapevolezza nelle mie capacità e soprattutto con più amore e gratitudine.

12. Se dovessi dare un consiglio a qualche persona malata di disturbi alimentari quale daresti?

Il consiglio che io do a chi sta combattendo la propria battaglia, è quello di non arrendersi mai poiché anche se a volte si perde fiducia, la speranza, e si vorrebbe mollare tutto, proprio in quei momenti dovremmo ricordarci che noi abbiamo il pieno diritto di essere felici e non ce ne dobbiamo privare.

13. Come sei arrivata al gruppo?

Nel gruppo sono arrivata grazie ad Imma Venturo.

14. Che aspettative avevi e se sono state raggiunte?

Le aspettative che avevo, erano molto molto alte poiché ho nutrito sin da subito un’immensa fiducia nei confronti della cara Imma, infatti con lei al mio fianco, mi sentivo al sicuro, sentivo di non essere più sola. Sono stata subito accolta e Imma mi ha teso subito la mano e di questo gliene sarò sempre grata.

15. Se dovessi consigliare me, il mio lavoro, il percorso che abbiamo fatto e che stiamo facendo con quali parole lo diresti?

Direi sicuramente così:

Se avete paura, se vi sentite sole, se ritenete che non c’è più nulla da fare, sappiate che non è affatto così, perché grazie a Imma riuscirete a riscoprire la vostra anima, la bellezza della vita e l’immensità dell’amore, vi darà tutti gli strumenti necessari e starà sempre vicino a voi perché lei è una donna grandiosa ed io consiglio sicuramente di affidarvi a lei, lascerà sicuramente nei vostri cuori un segno indelebile che vi porterete con voi per sempre, proprio come ha fatto con me,  Grazie Imma.

 

Grazie mille ? dolcissima ? e Buona serata ? 

 

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