Testimonianza di Simonetta

Testimonianza di Simonetta

 1.     Chi sei? Presentati.

Mi chiamo Simonetta ed ho quasi 58 anni. Attualmente single da alcuni anni.

2.     A CHE ETÀ HAI INIZIATO AD AVERE I PRIMI DISTURBI ALIMENTARI?

Da molto piccola fascia d’età delle elementari intorno ai 6 anni. Ricordo che mangiavo ogni genere di cosa dolci caramelle pizze, biscotti, bibite, formaggi, la bocca sempre in movimento tutto il giorno ero capace di mangiare 6 /7 gelati di fila e poi magari 2 o 3 pezzi di pizza, i pacchetti di caramelle finivano in un batti baleno…

3.     Che sensazione ti dà il cibo?

 Voglia desiderio, pienezza, smania, l’idea che il cibo non basti e che io debba mangiare tutto finché ce n’è. Ma anche socialità, condivisione, e poi paura rifiuto e contrapposizione dato dal fatto che mio padre a tavola era tra il severo ed il rabbioso e ad ogni gesto fuori posto volavano schiaffi, botte ed urla.

4.     L’ascesa verso il disturbo è stata rapida?

Da che ricordo penso di averlo sempre avuto.

5.     Ci sono dei cibi particolari che catturano la tua attenzione?

 Gustosi ricchi e calorici prevale il salato ma poi infine anche il dolce entra nella pole position.

6.     In quale momento del giorno si scatenano gli attacchi?

Prevalentemente nel tardo pomeriggio o sera, ora concomitante con la cena, ma ho sofferto a lungo anche di crisi notturne. Da bambina durante tutto il giorno, mangiavo in continuazione qualunque alimento mi piacesse, ero molto agevolata dal fatto che mia madre era titolare di una vecchia latteria e non mancava quindi nessun tipo di alimento, tutto era molto facilmente reperibile.

7.     Come ti è scattato questo meccanismo?

In un percorso a ritroso della memoria penso sia scattato durante una malattia infantile di gastroenterite, dove ero costretta a mangiare solo una pappetta farmaceutica e ho il chiaro ricordo di me che ancora nel lettino con le sbarre supplicavo la mia mamma perché avevo fame (penso però che sarebbe accaduto in ogni caso).

8.     Che tipo di rapporto hai con la tua famiglia?

 Ora i miei familiari sono morti entrambi, prima della loro morte, ho imparato nel tempo ad amarli e a perdonarli. Quando ero piccina relazione molto difficile, di violenza fisica, psichica e verbale di mio padre nei confronti di mia madre e di noi figli. Mia madre, fosse in realtà colei che portava avanti la famiglia anche da un punto di vista economico era sempre in atteggiamento di vittima. Io non la capivo perché lei era una persona aperta e allegra fuori dalle mura familiari, in casa mendicava affetto e riceveva umiliazioni e botte.

9.     La bulimia si lega spesso all’anoressia, che esperienza hai a riguardo?

 Non ho esperienze di stati di anoressia

10.  Abbiamo parlato del modo in cui le persone che soffrono di anoressia piuttosto che di bing-eating si guardano a vicenda: cosa puoi dirmi a riguardo?

Solo circa 2 anni fa, quando ho incominciato a capire che forse questo mio atteggiamento verso il cibo era qualcosa di più rispetto al mangiar molto, non sapevo come affrontare questo fatto ero sconfortata dopo tante diete e tanti kg. Persi e poi ripresi, ogni tanto mi passava per la mente che forse sarebbe stato meglio che fossi anoressica, ma mai rivolto al confronto con persone che vedevo, solo lo consideravo un modo per me per interrompere per sempre questo circolo vizioso. Non avevo coscienza di essere bulimica, non conoscevo nemmeno la parola binge eating, ignoravo anche lo stato e le conseguenze di entrambe le situazioni, la bulimia e l’anoressia.

11.  In che modo hai cercato di guarire? Che tipo di cure hai ricevuto e come stai affrontando la vita ora

 Da quando ho capito che ho una patologia, ho cercato aiuto e sostegno prima con una counselor con cui ho fatto una parte di percorso, poi ho incontrato Imma Venturo ed ho scelto di farmi guidare per uscire totalmente dai meccanismi.

12.  Se dovessi dare un consiglio a qualche persona malata di disturbi alimentari, quale daresti?

Di accettare l’aiuto di qualcuno, di non arrendersi, di farsi seguire da persone specializzate e competenti e che magari abbiano vissuto in primis questa condizione, così credo si possa avere più fiducia nella vittoria della guarigione.

13.  Come sei arrivata al gruppo?

Ho conosciuto Imma tramite il gruppo di Filippo Ongaro #4561  

14.  Che aspettative avevi? Sono state raggiunte?

Il mio desiderio di risolvere appieno il mio rapporto con me stessa non utilizzando il cibo come compensazione. Sono in Viaggio…ma conosco almeno in parte il metodo usato e sono pienamente convinta della sua utilità.

15.  Se dovessi consigliare me, il mio lavoro, il percorso che abbiamo fatto e che stiamo facendo con quali parole lo diresti?

 Se hai un disturbo alimentare non puoi risolverlo partendo dal cibo, Prima di tutto Devi Ri-Solvere Te Stessa, ma non farti frenare dalla paura, dalle tante volte che hai provato… Ce la puoi fare!

Ciao e grazie per il prezioso tempo che mi hai dedicato!

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